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Finestre sull'Arte - il primo podcast italiano per la storia dell'arte
Finestre sull'Arte (www.finestresullarte.info) è il primo podcast italiano interamente dedicato alla storia dell'arte. In ogni puntata Ilaria Baratta e Federico Giannini conducono gli ascoltatori alla scoperta di un artista o di un gruppo di artisti. Il progetto Finestre sull'Arte nasce con l'intento di proporre agli amanti dell'arte un prodotto nuovo, dinamico, giovane e di qualità; e di invitare il pubblico ad ammirare dal vivo le opere trattate nel corso della trasmissione. Ogni puntata è infatti corredata da una scheda di approfondimento attraverso la quale l'ascoltatore può accedere ai collegamenti con le immagini delle opere e vedere le liste dei libri da leggere e dei musei da visitare per approfondire i contenuti della puntata. Buon ascolto!

Finestre sull'Arte - il primo podcast italiano per la storia dell'arte
  • 6: Pietro Paolini - Pittore caravaggesco a Lucca
    Forse il suo nome non è tra quelli più noti, ma Pietro Paolini è stato uno dei più importanti (anzi, forse il più importante assieme a Orazio Gentileschi) dei caravaggeschi toscani: nato nel 1603, formatosi a Roma sotto la guida di Angelo Caroselli ma potendo vedere da vicino le opere di Caravaggio e dei suoi seguaci (su tutti Bartolomeo Manfredi), Pietro Paolini poté tornare a Lucca intorno al 1631, dopo un ulteriore soggiorno a Venezia, con un bagaglio di esperienze (incluso il classicismo bolognese e gli esiti della pittura veneta) che gli consentì di portare nelle terre natali tutte le novità della pittura che si era sviluppata a Roma pochi anni prima. Capace di dipingere opere intime quanto opere spettacolari oltre a scene di genere, fondò verso gli anni Quaranta un'Accademia (che pose un importante freno alla sua attività, in quanto si dedicò soprattutto all'insegnamento) dalla quale uscirono diversi pittori. Andiamo alla scoperta della sua arte con Ilaria e Federico!

  • 5: Sebastiano del Piombo - "Pittor miracoloso" da Venezia a Roma
    Scrivendo a Federico II Gonzaga, Pietro Aretino chiamò "pittor miracoloso" il veneziano Sebastiano Luciani, noto a partire dal 1531 come Sebastiano del Piombo in quanto ricevette dal papa Clemente VII l'incarico di piombatore pontificio (una sorta di segretario di Stato). Formatosi a Venezia sulle orme del Giorgione, Sebastiano fu notato nella città natale dal ricco banchiere Agostino Chigi che lo volle a Roma e nella capitale dello Stato Pontificio lo mise subito a competizione con Raffaello nella Villa Farnesina: una rivalità, quella con l'urbinate, destinata a diventare una delle più appassionanti delle storie dell'arte. Amico di Michelangelo, considerato al suo tempo al pari di Raffaello e Tiziano, oggi forse la sua fama è un po' diminuita ma questo non impedisce agli appassionati d'arte di apprezzare pienamente i grandi capolavori di un grande artista che ha saputo coniugare le dolci atmosfere venete al potente michelangiolismo.

  • 4: Verrocchio - Dinamismo e immagine del naturale
    Pochi artisti nella storia dell'arte sono stati poliedrici come Andrea di Cione, meglio noto come il Verrocchio dal nome del suo primo presunto maestro, Giuliano del Verrocchio. L'artista fu orafo, pittore e scultore e ci ha lasciato grandi capolavori: le sue ricerche cercarono di coniugare naturalismo e dinamismo, ma in molti casi il Verrocchio seppe anche creare opere delicate e raffinate. Le sue sculture portarono innovazione, e se ci rimangono molte sue testimonianze in quest'arte, non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda la pittura, ma i suoi pochi lavori che abbiamo sono tutti di grande qualità. E infine, è indiscusso il suo ruolo di grandissimo maestro, uno dei migliori di sempre della storia dell'arte. Dalla sua bottega a Firenze uscirono e passarono nomi eccelsi come Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Lorenzo di Credi, Giovanfrancesco Rustici e moltissimi altri ancora... facciamocelo raccontare da Ilaria e Federico!

  • 3: Antonello da Messina - L'unione tra nord e sud nella pittura del Rinascimento
    Sappiamo poco di lui, ma quello che importa sapere più di ogni altra cosa è la sua importanza per la storia dell'arte: Antonello da Messina è stato il pittore che nel Rinascimento ha saputo far incontrare il nord e il sud della nostra penisola, dando vita a uno stile molto originale (fu probabilmente il più grande ritrattista del Quattrocento) con suggestioni provenienti anche dal resto d'Europa. Dopo aver lasciato la terra natale, la Sicilia, studiò a Napoli nella bottega di Colantonio dove ebbe modo di entrare a contatto con la pittura provenzale e con quella fiamminga, dalla quale riprese l'attenzione al dettaglio e il naturalismo. A queste caratteristiche unì le volumetrie e il rigore di Piero della Francesca e, in seguito a un viaggio a Venezia avvenuto nel 1475, anche la delicatezza dei colori veneti. E infine una curiosità: secondo la tradizione, fu Antonello da Messina il pittore che per primo introdusse in Italia la tecnica della pittura a olio!

  • 2: Cimabue - "Dette principio al nuovo modo di disegnare e di dipignere"
    Secondo Vasari, Cimabue "dette principio al nuovo modo di disegnare e di dipingere", perché rinnovò in modo radicale la pittura a quei tempi ancora troppo legata agli stilemi bizantini, e non è un caso se lo storico dell'arte aretino decide di far iniziare le sue Vite proprio da Cimabue, il cui vero nome fu Cenni di Pepo. Fiorentino, formatosi forse osservando alcuni maestri giunti dalla Grecia per lavorare in Santa Maria Novella, ispirandosi ai risultati raggiunti da contemporanei come Coppo di Marcovaldo e Giunta Pisano seppe proporre uno schema originale, più naturalistico rispetto ai maestri precedenti, preparando il terreno per le grandi novità che sarebbero state introdotte qualche anno più tardi dal più geniale dei suoi allievi, ovvero Giotto. Non sono molti i capolavori di Cimabue che ci sono rimasti (e di questi soltanto uno è documentato): parleremo di molte di queste bellissime opere con Ilaria e Federico.

  • 1: Luca Cambiaso - Un artista moderno a cavallo tra due epoche
    Luca Cambiaso è uno dei pittori liguri più famosi di sempre: formatosi in ambito manierista seguendo gli esempi dei più grandi del tempo, seppe porre le basi per far vivere a Genova la sua più feconda stagione artistica, che si aprì proprio con lui. Partendo dal gigantismo michelangiolesco, che caratterizza tutte le opere della fase giovanile della sua carriera, Luca Cambiaso riflettè poi sulla pittura di Correggio e del Parmigianino proponendo anche capolavori molto delicati e soprattutto molto intensi: i suoi malinconici notturni rischiarati dalle luci delle candele sono uno dei risultati in assoluto più originali dell'arte del Cinquecento e precorrono alcuni grandi del secolo successivo come Georges de La Tour e Hendrick Ter Brugghen. Alcuni accostano Luca Cambiaso anche a Caravaggio, ma con Ilaria e Federico scopriremo quali sono le differenze che dividono i due pittori, e soprattutto scopriremo alcuni dei suoi più grandi capolavori!

  • 20: Leonardo da Vinci - Dovunque l'animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute
    "Dovunque l'animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute": questa frase di Giorgio Vasari ben descrive il più grande genio che la storia dell'Occidente ricordi. Leonardo da Vinci: un animo affascinante che fu artista, scienziato, inventore, musicista, trattatista e molto altro ancora e che fu quindi l'incarnazione dell'ideale del genio rinascimentale. L'artista che forse più di ogni altri esercita la sua suggestione sull'immaginario collettivo, tanto che i più lo etichettano quasi come personaggio inquietante e misterioso. Ma Leonardo fu davvero un personaggio così enigmatico e strano? Ovviamente no, e Ilaria e Federico oggi ci spiegheranno perché Leonardo da Vinci è costantemente oggetto di attenzione mediatica, perché non dobbiamo dare credito alle ipotesi secondo le quali ci sarebbero "messaggi nascosti" nelle sue opere, i veri motivi per cui il suo genio fu così vario e versatile e perché la sua arte è così innovativa, analizzando alcuni dei suoi più grandi capolavori.

  • 19: Pompeo Batoni - Protagonista del Settecento europeo
    Tra i più grandi pittori europei del suo tempo, Pompeo Batoni condivideva forse solo con il Canaletto, tra gli italiani, la fama internazionale. Originario di Lucca, dopo aver lasciato la città natale in giovane età per studiare in una Roma che si divideva tra estrosità tardobarocche e classicismo, Pompeo Batoni dapprima seguì lo stile di Carlo Maratta, il pittore più in auge del tempo, ma ben presto si distaccò dallo stile marattesco per andare incontro a un classicismo che guardava all'arte antica, a Raffaello e ai grandi maestri bolognesi del secolo precedente: su tutti Annibale Carracci, Guido Reni e il Domenichino. E Pompeo Batoni rimase a Roma, dove entrò in contatto con una clientela che gli permise di diventare famoso in tutta Europa. La sua è un'arte originale e innovativa (fu lui a inventare il ritratto sullo sfondo di rovine antiche), che anticipò il gusto neoclassico e che scopriremo in questa puntata.

  • 18: Baccio Bandinelli - L'antieroe del Manierismo
    È di sicuro uno degli artisti più odiati della storia dell'arte: le fonti ce lo descrivono come un uomo ambizioso, litigioso, arrogante, calunniatore, polemico, irrispettoso. E la sua vita fu un continuo subire critiche dai contemporanei per le sue opere d'arte: quando si parla di Baccio Bandinelli (il cui vero nome fu Bartolomeo Brandini) in genere si fa riferimento ai suoi aspri scontri con gli altri grandi artisti dell'epoca, su tutti Benvenuto Cellini, ma anche ai suoi numerosi fallimenti nel realizzare opere che si prefiggevano lo scopo di eguagliare i capolavori di Michelangelo. Ma allora l'arte di Baccio Bandinelli è davvero tutta da buttare, è davvero indegna di essere ricordata? La risposta ovviamente è no, perché furono diverse le opere degne di lode (anche a detta del suo grande rivale Giorgio Vasari!) che realizzò, e con Ilaria e Federico oggi scopriremo perché la figura di Baccio Bandinelli meriterebbe maggior considerazione.

  • 17: Simone Cantarini - Largo stimator di se stesso, sprezzator d'ogni altro
    "Largo stimator di se stesso, sprezzator d'ogni altro": così Luigi Lanzi, nella sua Storia pittorica d'Italia, definiva il pesarese Simone Cantarini, pittore la cui parabola fu breve quanto tormentata. Descritto dalle fonti come un uomo ambizioso ma anche molto arrogante e litigioso, ebbe un talento precocissimo che si manifestò già attorno ai vent'anni d'età. Diventato allievo di Guido Reni, fu molto apprezzato dal maestro per le sue incredibili qualità, ma a tale stima il marchigiano rispose con arroganza arrivando al punto di criticare e correggere Guido Reni in pubblico e di insultare i suoi compagni di studi. La scomparsa avvenuta a soli trentasei anni di età in modo non naturale pose fine alla carriera di un pittore eclettico e originale ma dal carattere estremamente difficile: i suoi capolavori coniugano classicismo reniano a naturalismo di matrice caravaggesca e oggi ci vengono raccontati da Ilaria e Federico!

  • 16: Ludovico Brea - Il Rinascimento in Liguria
    Forse il nome non è dei più noti, ma Ludovico Brea è stato un pittore di grande importanza in quanto fu uno dei primi artisti liguri importanti, influenti e che fecero scuola. Nato attorno al 1450 a Nizza, seppe formarsi traendo suggestioni da una grande pluralità di correnti artistiche: arte fiamminga, provenzale, lombarda, piemontese... tante scuole si fusero per costruire lo stile di Ludovico Brea. La conoscenza dell'arte di Vincenzo Foppa poi fece entrare il naturalismo e il realismo nella sua pittura, e poi bisogna aggiungere che il Ludovico ebbe una innata eleganza e una grande raffinatezza, che contribuirono a garantire originalità e bellezza alle sue opere d'arte. La maggior parte delle sue opere si trovano ancora oggi tra la Liguria, la Provenza e il Principato di Monaco, in grandi e famosi musei o in chiese di pittoreschi paesini. Se in Liguria ci fu un Rinascimento, si deve anche a Ludovico Brea!

  • 15: Orazio Gentileschi - Dal Manierismo al Seicento
    Fu tra le più importanti personalità dell'arte a cavallo tra Cinquecento e Seicento: è Orazio Gentileschi, grande pittore la cui arte è in sospeso tra il manierismo che si riscontra nei primi anni della sua attività e il nascente linguaggio barocco che invece si fa strada in alcune delle sue ultime realizzazioni, sebbene il pittore non si possa definire affatto un pittore barocco. Nato a Pisa nel 1563, il suo vero nome era Orazio Lomi, che poi cambiò in Gentileschi, cognome dello zio materno a cui era stato affidato durante il suo soggiorno a Roma. Già a tredici anni infatti Orazio si trovava nella capitale dello Stato Pontificio dove dapprima studiò con l'altrettanto famoso fratello Aurelio e quindi, più avanti, rimase affascinato dalle opere di Caravaggio di cui fu grande amico. Raggiunse tardi la maturità ma realizzò capolavori famosi e molto coinvolgenti: scopriamoli con Ilaria e Federico!

  • 14: Desiderio da Settignano - Il più delicato interprete del Rinascimento
    Tra tutti gli scultori che operarono durante il Rinascimento, Desiderio da Settignano fu il più delicato di tutti: le sue opere sono dense di dolcezza, di lirismo, di raffinatezza, di grazia. Genio molto precoce, a poco più di vent'anni era già un artista autonomo e affermato, e si specializzò soprattutto nei ritratti: meravigliosi e unici sono le sue opere che ritraggono bambini e ragazzine. Ma Desiderio seppe anche essere artista ufficiale e portò la sua delicatezza anche nei monumenti che importanti personalità dell'epoca gli commissionavano. Formatosi osservando gli esiti dell'arte di Donatello, addolcì notevolmente lo stile del grande scultore e continuò le sue ricerche sulla tecnica dello stiacciato, di cui fu uno dei più grandi interpreti. Un genio precoce che scomparve a poco più di trent'anni di età: chissà quanti altri capolavori avrebbe potuto regalarci altrimenti. Scopriamo la sua arte con Ilaria e Federico!

  • 13: Benedetto Cacciatori - "Illustrò il suo nome nell'arte scultoria"
    Benedetto Cacciatori è stato uno degli scultori più importanti e prolifici della sua epoca, ma dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1871, è stato quasi del tutto dimenticato. Tuttavia si assiste a una lenta riscoperta di questo grande artista nato a Carrara nel 1794: dopo la sua formazione avvenuta nella città natale con il padre e a Milano sotto Camillo Pacetti, Benedetto Cacciatori si trovò a lavorare per i Savoia, per i quali realizzò, tra le altre cose, il grandioso ciclo di sculture dell'abbazia di Hautecombe, e a creare opere per importanti committenze pubbliche, come le statue del Duomo di Milano. La sua produzione fu molto feconda ed è difficile parlare di ogni singola opera: tuttavia con la puntata di oggi Federico e Ilaria ripercorrono la carriera di Benedetto Cacciatori cercando di contribuire alla riscoperta di uno dei più grandi scultori dell'Ottocento!

  • 12: Giorgio Vasari (speciale) - I cinquecento anni del grande artista-storiografo
    Il 30 luglio del 1511 nasceva ad Arezzo il grande Giorgio Vasari: oggi Finestre sull'Arte celebra il cinquecentenario della nascita dell'artista con una puntata speciale, nella quale Ilaria e Federico ripercorrono la carriera artistica di Giorgio Vasari analizzando alcune delle sue opere più importanti e facendo riferimento, ovviamente, anche alla sua importante attività di storiografo. Giorgio Vasari è infatti considerato come uno dei primi storici dell'arte nel senso moderno del termine: durante il nostro podcast abbiamo citato tante volte le sue Vite, e per al grande pubblico è noto soprattutto per la sua monumentale opera letteraria, che vedremo in modo un po' più approfondito nello speciale di oggi. Ma Vasari fu anche un importante architetto e un pittore manierista molto prolifico: scopriamo insieme alcuni dei suoi più grandi capolavori!

  • 11: Lorenzo Bartolini (speciale) - Purismo e bello naturale
    Finestre sull'Arte dedica l'undicesima puntata a Lorenzo Bartolini e alla mostra "Lorenzo Bartolini: scultore del bello naturale" che si tiene a Firenze, presso la Galleria dell'Accademia, fino al 6 novembre. Lorenzo Bartolini, grande scultore nato a Savignano di Prato nel 1777, è stato uno dei più grandi innovatori del suo periodo: partendo dal neoclassicismo, ambito all'interno del quale l'artista compì i suoi studi, rinnovò in modo radicale il modo di fare arte del tempo proponendo non più l'imitazione della statuaria antica, bensì l'imitazione della natura, anche nei suoi particolari meno belli. Una posizione nettamente contraria al bello ideale neoclassico, che fu poi seguita da molti altri artisti. In mostra ci sono tanti capolavori, e Ilaria e Federico sono pronti a condurci in questo viaggio all'interno dell'arte di Lorenzo Bartolini!

  • 10: Giusto de' Menabuoi - Lo spettacolo del Trecento a Padova
    Grande personalità dell'arte del Trecento, sebbene non conosciutissimo dal grande pubblico, Giusto de' Menabuoi fu un artista di origini fiorentine ma il suo nome è strettamente legato alla città di Padova, dove ha lasciato i suoi più grandi capolavori. Non si sa molto della sua vita: non si hanno documenti sui suoi primi trent'anni di vita, non si sa bene con chi abbia compiuto i suoi studi ma rimangono i grandi capolavori che ci ha lasciato. Uno su tutti: il ciclo di affreschi del Battistero di Padova, una delle realizzazioni più spettacolari e incredibili del Trecento in particolare e della storia dell'arte italiana in generale. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico cercano di ripercorrere la carriera di questo importante pittore parlando dei suoi maggiori capolavori, molti dei quali si trovano proprio a Padova. Un grande artista, tutto da scoprire!

  • 9: Raffaello Sanzio - "Un'anima che parla con gli dèi"
    Raffaello Sanzio è un artista che non ha certo bisogno di presentazioni: tra i massimi geni del Rinascimento e dell'intera storia dell'arte, famoso in tutto il mondo, considerato da molti come il massimo modello della perfezione in pittura. I suoi capolavori, conservati in molti musei, continuano a distanza di cinquecento anni a suscitare stupore e ammirazione. Molti artisti in tutti i secoli si ispirarono a lui e lo presero come punto di riferimento... la lista davvero è molto lunga. Un pittore che, insomma, mette tutti d'accordo. Ma perché Raffaello gode di tutta questa considerazione? Perché i contemporanei lo consideravano quasi come una divinità terrena? Quali sono le caratteristiche di alcune delle sue opere d'arte più belle, celebri e importanti? Queste sono soltanto alcune delle domande a cui Ilaria e Federico cercheranno di rispondere nella puntata di oggi!

  • 8: Bartolomeo Ammannati (speciale) - Le fontane in marmo e in bronzo
    L'ottava puntata è uno speciale dedicato a Bartolomeo Ammannati e alla mostra "L'acqua, la pietra, il fuoco: Bartolomeo Ammannati scultore" che si tiene a Firenze, al Museo Nazionale del Bargello, fino al 18 settembre. Il 2011 è il cinquecentenario della nascita di Bartolomeo Ammannati, uno dei più importanti scultori manieristi: fu dapprima allievo di Baccio Bandinelli, quindi diventò grande amico di Giovanni Angelo Montorsoli, ma il suo principale modello di riferimento era Michelangelo. Le sue sculture però non sono però mere imitazioni dei modi michelangioleschi, ma rivelano diversi spunti di originalità sui quali la mostra vuole richiamare l'attenzione. Bartolomeo Ammannati, che fu anche architetto, è ricordato in scultura soprattutto per le sue spettacolari fontane: questi e altri sono gli argomenti della puntata di oggi!

  • 7: Domenico Fiasella - Naturalismo e classicismo nella Liguria del Seicento
    Domenico Fiasella è stato uno dei pittori più innovativi del diciassettesimo secolo. Nato a Sarzana nel 1589, si formò a Genova presso le botteghe di Aurelio Lomi e di Giovan Battista Paggi, ma andò ben presto a Roma, dove soggiornò diversi anni, per aggiornarsi sugli esiti della pittura classicista di Domenichino e Guido Reni da una parte, e del naturalismo dei caravaggeschi dall'altra. Ne risulta una pittura che fondendo insieme classicismo e naturalismo dà luogo a risultati originali e inaspettati. Molto attivo a Genova, diventò uno dei pittori più in vista della Repubblica e si guadagnò importanti committenze da parte degli istituti religiosi, delle famiglie della nobiltà genovese e incarichi ufficiali da parte della repubblica, ma fu anche molto legato alla sua città natale, dove si trovano molte delle sue opere. Ilaria e Federico ci portano alla scoperta di questo grande artista!